Al lago dell'Aina

Con i pony nelle Foreste Casentinesi

Fare un trekking a cavallo è molto più che scegliere un animale come mezzo di trasporto alternativo: significa vivere un’avventura insieme a un amico fedele e paziente, scoprire un mondo al passo lento e costante di chi non ha fretta.

In una limpida giornata di fine Settembre, quando i faggi e gli aceri iniziano ad assumere quel colore dorato che sa già di autunno e l’erba brilla sotto un cielo blu intenso, una carovana di bambini a cavallo dei loro ponies e un manipolo di genitori a piedi salgono lungo i sentieri che da Rincine, in Valdisieve, serpeggiano verso i crinali del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Ci guidano Tiziano e Cristina che venti anni fa lasciarono le rispettive città per creare un centro ippico, Il Bosco di Rincine, in questa valle selvaggia dove i rapaci volteggiano tutto il giorno e la notte è ancora dominio dei lupi. Cristina ha insegnato ai bambini a incontrare il loro cavallo e presentarsi come fosse un amico, appoggiando il naso sul loro muso, respirandosi e conoscendosi per creare un rapporto alla pari di due compagni che per il resto della giornata resteranno insieme: i bambini da parte loro vengono tutti dalla città e non sono del tutto pronti a questa profonda comunione, ma sia Cristina che i piccoli cavalli sanno aspettare.

Cosa fare
Tiziano e Cristina hanno tanta passione quanto fantasia nell’organizzare gita ed eventi a cavallo e la varietà di attività che propongono è incredibilmente ampia, dalle feste di compleanno in compagnia dei ponies agli ippo-trekking di più giorni, sempre in compagnia di 7 splendidi cavalli e 4 dolcissimi ponies per i piccoli.
La gita di oggi prevede la salita verso il lago dell’Aina; nei pressi del piccolo laghetto artificiale, uno dei pochi rimasti tra i tanti abbeveratoi seminaturali che costellavano queste montagne e che un tempo ospitavano i pascoli estivi in attesa della transumanza, c’è un bel bivacco e una ampia area attrezzata di griglie per il fuoco e con un grande prato perfettamente in piano, con l’erba costantemente falciata dal brucare dei cavalli; tutto intorno l’area è recintata, contro le fughe incontrollate di giocherelloni a due o quattro zampe.

I tempi di un gita a cavallo sono lenti come lo scorrere della natura e al lago Cristina e Tiziano organizzano una lunga pausa con picnic; eppure le ore passano veloci, soprattutto per i bambini che creano un infinito gioco tra le mura del bivacco.
Cristina ci porta poco lontano a visitare la misteriosa grotta di Sant’Elena, un anfratto tra grandi massi di un’antica frana dove la tradizione vuole abbia trovato rifugio la santa madre di Costantino; le rocce sono sicuramente piene di segni che ne testimoniano un lungo utilizzo come ricovero per persone e animali.
Mentre la salita si è svolta lungo comode strade forestali la discesa si fa più ripida e avventurosa, lungo sentieri non segnati che i cavallini conoscono a memoria e percorrono senza fallo.