Lungo viale del Gombo

L’oasi costiera di San Rossore

Il Parco di San Rossore è una delle ultime e meglio conservate aree umide costiere della Toscana. I sentieri e i molti percorsi per disabili esplorano una sequenza di ambienti molto diversi; si attraversano le grandi pinete costiere granducali, anche oggi miniera inesauribile per l’antica industria della raccolta dei pinoli; si passeggia attraverso boschi di ontani, frassini e pioppi interrotti solo da aree umide a volte non più grandi di piccole pozze, altre volte aperte in larghi acquitrini; si percorrono le sponde dello splendido lago di Massaciuccoli, uno degli ultimi laghi costieri di queste zone; infine i tomboli, che progressivamente lasciano spazio alle retrodune e quindi alle dune sul mare.
In questa ricca serie di ambienti vive una ricca fauna: daini, cinghiali, volpi e una incredibile varietà di uccelli che fanno di San Rossore un paradiso del bird watching.
Proprio l’enorme varietà di ambienti, la facilità di avvistamento della fauna e le mille possibilità di approccio al parco (a piedi, in cavallo, in carrozza, in canoa, in bicicletta) rendono questo parco particolarmente adatto alle escursioni con i bambini; siamo in una pianura costiera e la pressoché totale assenza di dislivelli rende ogni escursione particolarmente leggera anche per chi non ha allenamento.

Il bosco di San Rossore
Il bosco di San Rossore è una area incredibilmente intatta se si considera la sua vicinanza (pochi minuti in auto) da una città abbastanza grande quale è Pisa.
Il centro visite del parco, aperto da Marzo a Ottobre, si trova nei pressi dell’ippodromo; anche se chiuso qui si può ritirare la cartina turistica del parco, anche se io consiglio di acquistare una carta seria al 25.000, ad esempio quella pubblicata dalla Multigraphic di Firenze.

In prossimità del centro si parcheggiano le auto: da qui è possibile inoltrarsi a piedi o in bicicletta all’interno dell’area aperta al pubblico. Non ho allegato a questa gita una traccia GPS perché l’ho considerata superflua: tutto il parco è attraversato da una rete di sentieri larghi e comodi, in genere ben tenuti e facilmente percorribili per chiunque; la carta professionale di cui dicevo vi tornerà utile per costruire il vostro itinerario preferito intorno all’asse principale costituito dal viale del Gombo, l’unica strada asfaltata che collega il centro visite di Cascina Vecchia con la tenuta del Gombo, nota per essere la residenza del Presidente della Repubblica dopo essere stata la villa dei Savoia.

Da questo viale si imbocca anche il sentiero natura Sabrina Bulleri: anche se quasi in stato di abbandono, difetto comune a molti percorsi natura del nostro Paese, è sempre ben percorribile anche in quattro ruote e ha il pregio di attraversare in meno di un chilometro quasi tutti gli ambienti tipici del parco; in fondo al sentiero un capanno di avvistamento permette di osservare gli uccelli nel bell’acquitrinio del Paludetto.
Per uscire dall’area pubblica e visitare le aree più integre del parco (seguendo ad esempio le bellissime rive del Fiume Morto Vecchio fino alle due e al mare) dovrete essere accompagnati da una guida escursionistica o partecipare a una gita organizzata a piedi, in bicicletta, a cavallo o in carrozza. Troverete tutte le informazioni alla pagina del parco.

Una raccomandazione a proposito del camminare in pianura: attenzione alle distanze che percorrete! Così come qui non esistono salite, non esistono neppure riposanti discese e qualunque passo farete per allontanarvi dalla vostra auto dovrete pensare di doverlo rifare esattamente allo stesso modo in senso contrario; la camminata in pianura è spedita e macinare chilometri è facile ma… poi c’è anche il ritorno.
A pochi minuti di auto dal Parco inizia la città di Pisa, che oltre ad essere una delle più belle perle d’arte d’Italia ospita spesso mostre interessanti e adatte ai bambini.