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Una foresta accessibile e un sentiero per tutti in Secchieta

L’aggettivo accessibile si usa spesso per intendere un spazio o un servizio che grazie a speciali infrastrutture può essere fruito da persone in situazioni svantaggiate, certamente persone con difficoltà motorie o genericamente disabili ma anche genitori che portano i bambini in passeggino e carrozzina, anziani perfettamente deambulanti ma con ovvie difficoltà a fare scalini e dislivelli etc.
Una toilette può essere accessibile, un ufficio o un mezzo di trasporto pubblico possono essere accessibili. Anche un sentiero nel bosco può essere accessibile.

Abbiamo deciso di percorrere alcuni dei sentieri accessibili elencati nella bella pagina riepilogativa di parks.it; abbiamo scelto per iniziare il sentiero che percorre la parte alta della Foresta di Sant’Antonio, una bellissima area protetta nei pressi di Reggello (Firenze), alle pendici del Pratomagno. Come abbiamo già avuto modo di dire (Una notte in tenda nei boschi del Pratomagno) questa area consiste nel bacino del torrente Resco e conserva una fitta foresta di lecci, aceri, ontani e castagni che in alto lascia posto a bellissimi faggi colonnari e infine ad un ampio pascolo sommitale da cui si gode una stupenda vista tra le più ampie della Toscana, fino all’Amiata e alle Apuane da una parte, e verso il Falterona e l’Appennino dall’altra. Qui trovano rifugio volpi, cervi, caprioli, cinghiali, tassi e persino lupi.
Questa foresta raggiunge il massimo del suo splendore durante il foliage autunnale, quando le diverse essenze arboree emergono grazie alle tonalità di colore che a seconda delle specie variano dal rosso mattone al giallo chiaro, al verde residuale delle ultime foglie non ancora cambiate.

L’attacco del sentiero si raggiunge in auto da una strada tra le più belle della Toscana: dal fondovalle di Pontassieve, nei pressi di Firenze, si seguono le indicazioni per Vallombrosa, l’antica abbazia che per secoli ha garantito la prosperità della omonima foresta che la circonda.

Da qui si sale per una bella e tortuosa strada di montagna che attraversa la citata foresta per uscire infine sul crinale, in verità abbastanza deturpato dalle grandi antenne ben visibili anche da chilometri di distanza. Lungo il crinale, corre una strada sterrata che si percorre fino al varco di Croce al Cardeto, un’ampia sella in prossimità del colle dove sorgono tre grandi pale eoliche (altrettanto deturpanti dal mio punto di vista, ma incredibilmente affascinanti per i bambini).
Al di là di tutto il posto è bello; da qui inizia la parte più intatta del crinale del Pratomagno, che prosegue fino a scendere alla ancora lontana Arezzo; ai nostro piedi si apre come un enorme ventaglio la selvaggia vallata della Foresta di Sant’Antonio, in cui ci si immerge seguendo i sentieri che da qui partono. A piedi imbocchiamo il primo sentiero a destra, segnavia 14, ben evidente come traccia carrabile. Dopo pochi metri un cancello può essere un po’ ostico da passare (ma si passa, sulla sinistra) ma allo stesso tempo rappresenta una garanzia contro i mezzi motorizzati di ogni tipo che qui sono vietati.

Il sentiero percorre una strada forestale con un dislivello quasi nullo; brevissimi tratti in salita o discesa possono essere complicati soprattutto in caso di passeggini con ruote molto piccole, da città; altrettanto problematico può essere il fondo, un po’ sassoso, per disabili senza accompagnatore. Per il resto la strada come detto è larga e comoda e il fondo ha tutta la naturalità di un vero sentiero forestale.
Lungo il percorso delle belle (davvero belle, non è tanto comune) tabelle raccontano la vita animale, vegetale, la perduta attività dell’uomo, le fonti, le rocce.
In poco più di un chilometro si raggiunge la meta, una splendida casa forestale adibita a bivacco, con tanto di letti a castello, focolare e lavandino; nel complesso il percorso non richiede più di un’ora con i bambini.
Nei pressi un percorso sensoriale per non vedenti, con tabelle in alfabeto braille, e a chiudere un magnifico spiazzo di belvedere con una vista strepitosa sulla foresta.