Preparare una escursione con i bambini

La regola aurea in montagna (e non solo) sta nel misurare la difficoltà di una escursione sulla persona più debole della comitiva. Potreste pensare che l’elemento più debole sia il bambino, ma sbagliereste: il vero anello debole della catena è la coppia bambino più genitore in preda al panico.
Questa prefazione non vuole essere un attacco terroristico contro la vostra buona intenzione ma, anzi, vuole porre l’accento su un aspetto fondamentale quanto risolutivo delle escursioni in montagna: l’organizzazione dell’itinerario.
Partiamo dall’inizio.

Scegliere l’itinerario
Scegliere l'itinerario L’esperienza vi aiuterà con il tempo a capire quali sono i percorsi migliori per i vostri bambini; per il momento proviamo a dare qualche regoletta pratica.
Un adulto mediamente allenato percorre circa 300 metri di dislivello positivo (quindi di salita) in un’ora; la discesa di solito è più rapida ma dipende molto dal tipo di sentiero e dalla stanchezza dell’escursionista, quindi conviene contare gli stessi tempi.
Per mia esperienza un bambino di meno di 10 anni necessita di tempi circa doppi rispetto a quelli riportati nelle tabelle dei sentieri, considerando che cammina più lentamente, che necessita dei suoi momenti di distrazione e pausa, che può avere qualche momento di crisi e che in ogni caso non ha assolutamente la stessa vostra fretta, nemmeno se stesse arrivando un temporale o sopraggiungesse la notte.
Per questo motivo i sentieri di questo blog sono tutti personalmente provati e riportano tempi a velocità bambino.
I bambini più piccoli possono camminare in maniera continuativa per un’ora, al massimo due, ma dipenderà tantissimo da quanto il percorso sarà vario; la presenza di torrenti o alpeggi, di colorate e stupefacenti sorprese, di roccette da arrampicare, di animali, di frutti di bosco, segnerà il successo del vostro progetto. Per contro i bambini non hanno grandi emozioni da ampie vedute, sommi paesaggi, montagne lontane, cime da individuare e nominare una a una, quindi non contateci troppo come elementi di convincimento.
Facendo attenzione alla scala della carta che state consultando curate la lunghezza e i dislivelli in gioco proporzionando il percorso al vostro bambino.
Ricordate che i percorsi nel bosco sono più freschi e piacevoli per un bambino e sicuramente meno faticosi di un percorso assolato o disagevole su ghiaioni e sassaie; in particolare ricordatevi della lunghezza delle gambe dei vostri bambini che potrebbero non superare facilmente i gradini del sentiero che state percorrendo.
Se non siete ancora convinti della buona riuscita delle vostre prime escursioni iniziate da percorsi ad anello che permettano di tagliare il tragitto e accorciarlo decisamente in caso di bisogno; oppure privilegiate percorsi in salita che possano essere interrotti in qualunque momento con un tragitto di ritorno tutto in discesa, anche lungo il sentiero di salita stesso, il che significa evitare percorsi che prevedano una andata in discesa e un ritorno in salita, oppure che abbiano saliscendi lungo il tragitto; scoprirete che un bambino distrutto dalla stanchezza in salita ritrova spesso tutta la sua freschezza in discesa.

La corretta andatura
La corretta andatura è, come minimo, quella che non manda in affanno nessuno dei partecipanti. E’ quella che vi consente persino di raccontare una storia facendovi sentire dai vostri compagni. E’ l’andatura che riesce a sostenere tranquillamente la persona più debole della comitiva: forzarla significa solo avere la falsa impressione di guadagnare tempo, mentre in realtà alla lunga ne perderete tanto e rischierete l’esaurimento delle energie del gruppo.

Tempo e temperatura in montagna
Meteo in montagnaIn montagna la temperatura si riduce di circa 6 gradi ogni mille metri. Questo significa che se ad esempio partite da fondovalle con 28° di temperatura e raggiungete i 2000 metri, dovrete aspettarvi circa 16°. Questo ovviamente in linea teorica, mentre praticamente la temperatura può avere sbalzi anche maggiori, dovuti anche semplicemente all’attraversamento di un versante sottovento o a un rannuvolamento improvviso.
In montagna il meteo cambia rapidamente e questo non è una leggenda: ciò è dovuto al fatto che le montagne fanno da blocco per le correnti atmosferiche costringendole a salire rapidamente di quota con conseguente raffreddamento e condensazione dell’umidità. Considerate quindi che al di là delle buone previsioni meteo una pioggia improvvisa o anche un temporale possono essere sempre in agguato; il fenomeno dei temporali estivi pomeridiani è ben noto a chi va in montagna.
La temperatura percepita da un essere umano dipende dalla temperatura reale ma anche dal vento; questo fenomeno, chiamato wind chill, ha l’effetto di far percepire temperature tanto più basse quanto maggiore è l’intensità del vento. Quindi ricordiamoci che un versante ventoso o una cresta possono farci percepire un freddo molto più intenso del previsto.
Dal lato opposto un versante sassoso o roccioso, assolato e coperto dal vento, può essere tanto caldo d’estate da risultare fastidioso anche a quote elevate.
Con tutti i distinguo di cui sopra, dunque, prepariamo la nostra gita guardando un bollettino meteo:
senza mezzi termini faccio riferimento ad alcuni siti di meteo che considero seri e affidabili e dunque in grado di distinguersi nella selva di robette commerciali.
Meteo per la Toscana: http://www.lamma.rete.toscana.it/ (hanno anche una app per cellulari)
Meteo per l’Emilia Romagna: http://www.arpa.emr.it/sim/?previsioni/regionali
Condizioni neve Apuane: http://www.sian.it/infoMeteo/
Condizioni neve Appennino: http://www.sian.it/infoMeteo/

I dubbi dell’ultimo momento possono essere sciolti dando uno sguardo alla situazione in tempo reale, tramite le webcam. In genere le webcam sono montate da privati sui tetti di agriturismo e stazioni sciistiche allo scopo di invogliare i clienti. Alcuni siti, poi, le raccolgono i liste molto pratiche che in una sola occhiata ci permettono di dare uno sguardo su tutto l’arco appenninico.
Ad esempio, per l’Appennino: http://www.arezzometeo.com/webcam-appennino/
e per le Apuane: http://viareggiometeo.altervista.org/webcamapuane.html
Un’ultima nota per chi porta i bambini nell’apposito zainetto, di certo il mezzo più sicuro e facile con cui andare in montagna con un bambino di meno di tre anni: ricordate che loro non camminano, non si scaldano mai e anzi addormentandosi rallentano il loro metabolismo. Per quanto siano riscaldati dal vostro corpo sono comunque maggiormente esposti a perdite di calore e potenziale ipotermia soprattutto in caso di vento. Dunque che fare?
Quasi tutti gli zainetti hanno un coprizaino trasparente per la pioggia che funziona benissimo anche contro il vento, creando una piccola serra intorno al bambino; tuttavia i piedi restano per lo più esposti, quindi abbiate cura di coprirli con calzettoni caldi e un paio di scarpe calde e comode anche se non prevedete che il bambino cammini.

Alimentazione e benessere dei bambini
Alimentazione in montagna Camminare in montagna richiede energie e consuma calorie e liquidi.
Iniziamo dall’acqua ricordando la regola aurea per gli adulti: nel corso di una giornata in montagna dobbiamo ingerire almeno un litro d’acqua ogni mille metri di quota a cui siamo; quindi ad esempio per una giornata a 2000 metri il nostro corpo si aspetta almeno 2 litri di acqua, che ovviamente possono essere anche di più se lo sforzo fisico o il caldo ci hanno fatto sudare abbondantemente.
Per i bambini le quantità possono essere minori (ma in ogni caso non c’è nessuna controindicazione ad applicare le quantità degli adulti, fatta salva qualche sosta in più per fare pipì), ma sarà comunque difficile convincere i bambini a bere così tanto se non ne sentiranno l’esigenza. Qualche succo di frutta può sostituire bene l’acqua e qualche divertente sorsata direttamente dalle sorgenti in quota farà il resto; insegnategli a portare sempre dietro una piccola tazza di metallo per bere meglio dalle piccole polle d’acqua.
L’alimentazione deve essere ricca di vitamine, sali e naturalmente zuccheri; quindi frutta fresca, albicocche secche, fette biscottate, biscotti, e ovviamente un po’ di cioccolata. Il gran panino al prosciutto meglio lasciarlo per quando inizia la discesa o meglio ancora alla fine della gita.
Le quote appenniniche di cui ci occupiamo non superano i 2000 metri e dunque non rappresentano mai un problema; per quote superiori a queste è bene sapere che l’acclimatazione ha un ruolo importante sia per gli adulti che per i bambini, e che in genere è bene non portare bambini più piccoli di 8-10 anni al di sopra dei 3000 metri, sopratutto con l’obiettivo di trascorrere la notte in rifugio.
Nelle giornate di sole non dimenticate mai un cappello per ogni testa, pelle cosparsa di crema a protezione alta e un paio di occhiali da sole, soprattutto in presenza di neve.

In ogni caso, niente panico
So che è più facile dirlo che farlo, ma in caso di problema la prima regola dovrebbe essere di non farsi prendere dal panico.
L’ambiente selvaggio della montagna è sicuramente un elemento che complica ogni situazione ma a volte, a ben vedere, contribuisce più ad aumentare la tensione che il pericolo stesso.
Piccole cadute e ferite modeste possono essere facilmente curate se avete con voi un kit di pronto soccorso (vedi più avanti).
Se avete bisogno di aiuto più serio conviene, nel dubbio, chiamare l’unico numero 118, valido per ogni tipo di emergenza (sanitaria, perdita di orientamento, difficoltà tecnica imprevista, bloccati dal maltempo): cercate di restare calmi perché dovrete comunicare all’operatore la vostra situazione, lo stato dell’eventuale ferito, la vostra posizione più precisamente possibile.
Il 118 è in contatto con gli operatori del Soccorso Alpino che conoscono le zone come le loro tasche, qualche indizio gli sarà sufficiente per rintracciarvi; in ogni caso molti smartphone hanno il GPS che vi consente di sapere la vostra esatta posizione, in gradi di latitudine e longitudine: provate a fare qualche prova quando siete a casa.
Non vi muovete a caso: in queste situazioni è meglio restare fermi al proprio posto in attesa dei soccorsi.
Non abbiate timori a chiamare il 118 e non credete alla leggenda che il soccorso sia a pagamento.
Infine, potreste essere costretti a passare la notte in montagna: se non previsto un bivacco è ovviamente una situazione spiacevole ma meno grave di quanto si pensi, soprattutto sulle nostre basse montagne e d’estate: rilassatevi, attendete il mattino (scorte da mangiare, una lampada frontale ciascuno e vestiti caldi vi aiuteranno, vedi avanti per lo zaino) e trasmettete tranquillità ai vostri bambini, se ne ricorderanno solo come una divertente avventura e la racconteranno ai loro amici per anni.

E ora, prepariamo lo zaino
Fare lo zaino Chi ha esperienza da escursionista si rende facilmente conto di cosa è realmente indispensabile per una camminata in montagna, e unendo a ciò la comune esperienza di genitore riuscirà facilmente a completare il suo zaino da escursione con bambini.
Per chi tuttavia fosse alla sua prima esperienza provo a buttare giù qualche lista, che dovrà essere sempre condita con un un po’ di buon senso.

Zaino da breve escursione
Iniziamo a pensare allo zaino base, quello per l’escursione da mattino a sera, o anche per mezza giornata.

  • acqua, d’estate almeno un litro a persona (e mezzo litro per i bambini piccoli); io uso un camel bag, una specie di sacca porta acqua con un tubicino da cui attingere, anche divertente. In inverno fa invece molto comodo un termos per mantenere calda una tisana zuccherata.
  • una piccola tazza in metallo attaccata allo zaino con un moschettoncino per godersi l’acqua delle sorgenti
  • un cappello, indispensabile per proteggere dal sole le teste di tutti
  • occhiali da sole, comodi e defaticanti in piena estate; il difficile è convincere i bambini a metterli
  • una pila frontale: il ritardo con i bambini è sempre in agguato, non vi fate trovare sprovvisti
  • da mangiare, per lo meno qualche biscotto e un po di frutta (vedi sopra per l’alimentazione in montagna); tanto meglio poi se la gita si presta a un vero e proprio pic nic
  • un contello, sempre utile
  • un accendino, non si sa mai
  • salviette umidificate, se avete bambini piccoli
  • un ombrello: chiedete agli esperti di trekking, l’impermeabile è utile ma niente copre come un ombrello
  • un impermeabile per persona, che insieme all’ombrello vi terranno asciutti
  • qualche capo più pesante (un giaccone, una felpa o un pile etc.)
  • un kit di pronto soccorso; potete prenderne di già combinati per l’attività outdoor oppure farlo da soli (cerotti, cerotti speciali per le vesciche, garza sterile, garzette disinfettanti, volendo alcuni punti di sutura adesivi
  • un cambio di vestiti (almeno maglietta e calzini, possibilmente calzoni e felpa), lasciati in fondo allo zaino e ben chiusi in un sacchetto di plastica
  • crema solare
  • antizanzare: non potete immaginare quanto potrà tornarvi utile

Zaino da escursione con pernotto in rifugio (gestito)
Se avete intenzione di fermarvi in un rifugio avrete bisogno di alcune attrezzature aggiuntive:

  • sacco lenzuolo: è in pratica un leggerissimo lenzuolino chiuso che serve a garanzia di igiene per voi e per il rifugio (i rifugi lo richiedono come obbligatorio, se ne siete sprovvisti ve lo venderanno)
  • pile di ricambio per la frontale: a questo punto facciamo i bravi, solo pile ricaricabili
  • se volete, un piccolo set ti toilette; asciugamani (ce ne sono in microfibra sottilissimi), spazzolino e dentifricio piccolini da campeggio, saponettina (un furtarello la prossima volta che dormirete in un hotel a 3 stelle o più!).

Un ultimo consiglio: lasciate che i bambini portino sempre un loro zainetto, anche piccolo e semi vuoto, magari con un giocattolo e una borraccetta; serve a completare il gioco del piccolo escursionista.

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