Il magico masso di Pietramarina

Il misterioso masso del diavolo di Pietramarina

Presso la cima di Pietramarina, uno dei luoghi più affascinanti del Montalbano, si cela una strana formazione rocciosa, un unico grande monolite di arenaria, che si erge isolato nella lecceta. Lo chiamano il Masso del Diavolo, perché qualcuno ha riconosciuto l’impronta della zampa caprina del Maligno in una antica incisione ai piedi della roccia. Una serie di gradini scavati direttamente nella pietra aiutano a salire sulla sommità del masso e un tempo, quando il bosco era meno sviluppato, da lassù la vista poteva spingersi al mare e alla lontana isola della Gorgona
C’è chi riconosce nel masso un altare etrusco, ma molto probabilmente la scalinata fu scavata nel passato recente dagli abitanti di Bacchereto allo scopo di aiutare i primi turisti a salire ad ammirare il paesaggio.
Non si può dubitare, però, che quel masso meravigliosamente isolato non sia rimasto indifferente agli etruschi che abitarono per seicento anni la cittadella, i cui scavi sono visibili oggi a pochi metri di distanza.
Anzi, è probabile che il masso fosse veramente frequentato da epoche remote: sulla sua superficie, tra le incisioni e le scritte lasciate dai primi del Novecento a oggi, alcuni solchi più profondi e arrotondati sembrano appartenere a genti e usi persi nella notte dei tempi.

Il sentiero
Ci sono innumerevoli sentieri che raggiungono Pietramarina, come testimoniano i numerosi incontri con ciclisti ed escursionisti provenienti da tutte le direzioni. Il nostro, semplice e molto breve, inizia dal ristorante Il Pinone, raggiungibile in 10 minuti di auto da Carmignano, vicino Prato.
Da dietro il rifugio un sentiero sale tranquillamente, stretto come un corridoio tra alberi e arbusti della macchia mediterranea.
Spesso si incrociano i sentieri alternativi percorsi in mountain bike ma noi proseguiamo lungo il sentiero principale fino a un segno giallo per terra che, verso sinistra, indica il percorso che faremo al ritorno. Pochi metri dopo, al successivo incrocio, si lascia il sentiero principale e si svolta a sinistra, per uscire in breve sulla strada asfaltata.
Dall’altro lato un cartello indica Pietramarina: pochi minuti e siamo nella lecceta, sulla sinistra si intravedono tra gli alberi i resti di mura della città etrusca, avanti a noi si erge il grande masso.
La salita è breve, a velocità bambino circa 45 minuti.
Per il rientro si sale ai suggestivi scavi etruschi e li si attraversa fino alla casetta nei pressi dei tavolini, ideali per una pausa in tutte le stagioni. Da qui si seguono le indicazioni per il parcheggio, il sentiero riporta rapidamente alla strada e da qui, nei pressi di un tratto di gardrail, sempre seguendo le indicazioni si imbocca il sentiero che, al bivio visto all’andata, si connette alla via di salita; 30 minuti per la discesa.

Un luogo magico da secoli
Sulla sommità di questo colle vi era dunque un piccolo villaggio fortificato, probabilmente un grande santuario con religiosi e maestranze che vi vivevano stabilmente, una sorta di monastero del tempo degli etruschi.
La sua posizione era ideale, forse non c’erano gli alberi di oggi e da qui si vedeva in lontananza una grande parte dell’Etruria con le sue città (la vicina Artimino, e poi Fiesole, Volterra, il Tirreno, le catena dell’Appennino). Forse qui brillava perenne la luce di un fuoco che poteva essere visto da grande distanza, e nelle buie notti di quel tempo quei pochi fuochi così distanti erano a loro volta tutti ben visibili da qui.
La cittadella fu abitata dagli inizi dell’età etrusca fino a poco dopo la conquista romana, per poi essere abbandonata e mai più ricostruita.
Il Museo Archeologico di Artimino, oltre a conservare i reperti rinvenuti anche in questo sito, organizza visite guidate per bambini. http://www.parcoarcheologicocarmignano.it/it/category/visita-virtuale/parco-archeologico/pietra-marina

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