Un facile sentiero intorno al misterioso lago dell’Accesa

Un facile sentiero intorno al misterioso lago dell’Accesa

Alle spalle delle spiagge più popolari della Toscana c’è una campagna autentica e colorata che sembra un quadro di Fattori, e tra quelle colline che sanno già di Maremma appare all’improvviso una grande macchia azzurra, come una gemma di turchese incastonata nel giallo e nel verde dei campi. A vederlo così, il Lago dell’Accesa sembra un grande stagno poco profondo, come lo deve essere sembrato a tutti coloro che nel passato si sono avvicinati alle sue sponde. Ed ecco il mistero: lo sguardo del visitatore prova a penetrare le sue acque azzurre e limpide ma si perde nel fondo che si inabissa nell’oscurità. Sembra uno stagno, ma è profondo come un mare. Dal mistero alla leggenda il passo è breve, e questa vecchia storia ha, caso raro, una data ben precisa. Il 26 luglio 1218 era il giorno di Sant’Anna, protettrice dei mietitori e dunque giorno di rispettoso riposo per i contadini. Quel girono di sant’Anna però era speciale, il raccolto prometteva bene e qualcuno decise di continuare a mietere: il riposo lo faremo un altro giorno!

Ma ecco un boato, un immane gorgo d’acqua, i carri che sprofondano nel terreno con i loro buoi, con tutte le messi e i mietitori, ed ecco tanta acqua sgorgare dal suolo e ricoprire i malcapitati, sepolti per sempre in quel lago senza fondo.
Strano a dirsi, la leggenda non si discosta molto da quello che i geologi hanno scoperto a proposito delle origini del lago: c’era uno stagno, le cui acque provenivano dal sottosuolo, probabilmente profondo un metro o poco più, quasi un acquitrino. Ma lo stagno poggiava su sedimenti e rocce che nascondevano, ancora più in profondità, una grande caverna scavata dall’acqua. La caverna continuò a crescere fino a crollare e il lago vi sprofondò, creando un grande pozzo circolare detto dolina o sinkhole.
La scienza non riuscì a fermare il mito e c’è chi giura che recandosi sulle sponde del lago il giorno di sant’Anna si possano udire muggiti di buoi e stridore di carri. Altre leggende si sono succedute anche in tempi recenti, come il ben noto alligatore dell’Accesa che tutti conoscono, anche se nessuno l’ha mai visto.
Di certo questo lago era ben noto sin dagli Etruschi che qui avevano una cittadina dedita alla lavorazione dei metalli provenienti dall’Elba; le tracce della loro città e della loro necropoli sono ancora ben evidenti nei dintorni del lago.
Oggi è un lago affascinante di acque limpide e fresche, incastonato nella più romantica delle campagne maremmane.

Il sentiero e il lago
Il sentiero che descriviamo oggi è breve, tutto in piano e in parte accessibile, con un po’ di aiuto, anche a passeggini e carrozzine. Tra i canneti che circondano il lago si aprono accessi, alcuni attrezzati con piattaforme di legno, altri dei semplici piccoli prat sospesi sull’acqua, e qui ciascuno potrà scegliere la vista e il tipo di accesso che più gli aggrada. Nella parte sud-ovest del lago il fondale è basso e più adatto a chi non sa nuotare ma attenzione a non allontanarsi troppo perché il fondo precipita all’improvviso. Ciò nonostante le acque del lago sono quasi sempre limpide e non è difficile vedere dove si cammina.
Alcune questioni aperte con i privati che posseggono i terreni intorno al lago potrebbero comportare il cambiamento di alcuni tratti del percorso, ma crediamo che il sentiero intorno al lago, essendo in territorio demaniale, sarà sempre garantito.
Il lago è una piacevole alternativa ai sovraffollati bagni al mare ma non sottovalutate comunque la folla di una domenica pomeriggio d’estate. In altre stagioni è una oasi di pace, tra i canneti si nascondono uccelli palustri e anfibi, nell’acqua è molto facile scorgere trote, anguille e anche numerose tartarughe.
L’accesso è piuttosto semplice e avviene da due parcheggi, uno lungo la strada e l’altro accessibile con una breve strada sterrata che inizia al ristorante.

Download file: lago_accesa.GPX

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