il Ponte d'Ercole o Ponte del Diavolo

Il magico Ponte d’Ercole in Appennino Modenese

Immaginate che la roccia possa muoversi, fluida e strisciante come un rettile, per una magia arcana. Immaginatela scendere lenta giù per una scarpata. Improvvisamente, fulminea e possente, fa un balzo, gigantesco, si allunga per trenta metri scavalcando il torrente e atterra sull’altra sponda. Ma ecco che a questo punto l’incantesimo evapora, la magia si arresta e tutto torna alla normalità delle leggi fisiche conosciute. Il serpente resta pietrificato per l’eternità.
C’è un luogo, ai piedi dell’Appennino Modenese, dove la roccia sembra davvero saltare da un versante all’altro del torrente, dando vita a un luogo spettacolare e nonostante questo poco conosciuto.

Come testimoniato da numerosi reperti archeologici, i più antichi abitanti di queste montagne, alle porte del Parco del Frignano, conoscevano già il ponte di pietra. Al tempo dei romani il luogo era già da secoli considerato sacro e fu probabilmente allora che prese il nome di Ponte d’Ercole, quasi che solo il forzuto Ercole avesse potuto portare fin qui quel ponte fatto di una sola pietra.
In fondo, il luogo si trova ai piedi di una collina che si chiama Monte di Apollo: qui gli dèi sono di casa.
In tanti lasciavano una moneta in dono ai numi tutelari dei boschi e delle sorgenti; qualcuno allargò un anfratto naturale nella roccia e creò una specie di vasca da bagno; ai lati ampliò alcuni buchi scavando finestrelle e altre forme.
Poi arrivò il Medioevo e con esso il timore della natura e la credenza in diavoli e spiriti malvagi: il Ponte d’Ercole divenne allora il Ponte del Diavolo e, come tutti i ponti del diavolo d’Europa, ricevette in eredità la solita vecchia storia. Il Diavolo fa un patto con un uomo che gli chiede di costruire il ponte in cambio della propria anima; ma una volta portata l’opera a compimento, il Diavolo viene immancabilmente gabbato dall’uomo, che lo distrae con un ballo di bellissime streghe, o con un animale di cui il Maligno è costretto a prendersi l’anima.
Ma attenzione a mettere la testa nei buchi della roccia: il Diavolo in persona verrà a tagliartela.

Come arrivare
Oggi un sentiero breve e facilissimo, molto comodo per tutti i camminatori di ogni età, attraversa la campagna dell’Appennino e giunge (in 30-40 minuti a velocità di bambino piccolo) in questo luogo fantastico dove i camminatori, di nuovo festosi come al tempo dei romani, trovano tavolini e panche da picnic.
E’ quasi più difficile trovare il parcheggio di partenza: tra Pavullo e Lama Mocogno, poco prima del paese di Lama, una strada sulla destra con un cartello Ponte d’Ercole inizia a salire. Dopo circa un chilometro, all’incrocio, si svolta a destra fino al successivo incrocio, dove è indicato il parcheggio.
Il sentiero si segue molto bene, ci sono segni (radi) bianchi e rossi ma comunque basta seguire lo stradello più comodo, e al secondo cartello prendere la strada di destra.

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