Il sentiero accessibile delle Alpi Apuane

Un sentiero per tutti in Apuane, dove atterrano gli UFO

La Val Serenaia è una valle a fondo piatto, molto simile alle vallate alpine, orlata a sud da alcune tra le più alte e selvagge montagne dell’intero Appennino Settentrionale (il Pisanino, il Contrario, il Grondilice, il Garnerone, il Pizzo d’Uccello).  20.000 anni fa, alla fine dell’ultima era glaciale, nelle Alpi Apuane esistevano condizioni climatiche simili alle attuali Alpi sopra i 3000 metri: numerose vallate erano occupate da ghiacciai perenni di cui quello che scavava la Val Serenaia era uno dei maggiori. Il suo fondovalle piatto è coperto da una folta prateria e da boschi di faggi dal tronco contorto e dalla chioma gonfia, molto caratteristici di questa valle. Su questi freschi versanti rivolti a Nord una strada asfaltata porta comodamente a due rifugi, il Val Serenaia e il Donegani, entrambi comodi e accoglienti, famosi per la cucina tipica di qualità.
Nei pressi di questi rifugi esiste un percorso natura ben attrezzato per essere frequentato con passeggini e carrozzine: il sentiero è percorribile anche con le ruote più piccole grazie al fondo in asfalto, conglomerato e legno dei ponticelli; ci si immerge nel bosco a ridosso di formidabili pareti e appicchi, superando torrenti stagionali dall’alveo sassoso. Lungo il percorso si può scoprire, grazie a pannelli illustrati, la natura e l’ambiente delle Apuane, toccare le rocce che costituiscono le cime circostanti e che qui sono presentate in grossi blocchi, ciascuno con il suo cartellino.
Arrivarvi è semplice: si giunge in auto lungo la strada (un po’ accidentata) che risale la vallata e che parte nei pressi di Minucciano, staccandosi verso Sud dalla provinciale 51 che collega Aulla e la Lunigiana con Piazza al Serchio e la Garfagnana.
Passeggiate con calma:con i bambini piccoli il giro dura circa un’ora e avrete quindi tutto il tempo di respirare, guardare, toccare, rilassarvi.

 

Gli UFO in Apuane
A guardare gli appicchi severi del Pisanino, senza dubbio la montagna più selvaggia e imponente di tutto l’Appennino Settentrionale, viene da chiedersi il perché di questo nomignolo.
Il nome della montagna deriva da una antica leggenda secondo la quale due soldati dell’antica Repubblica Pisana, accusati di tradimento, fuggirono verso le Apuane. Uno di loro morì mentre l’altro riuscì a rifugiarsi presso un’abitazione in cui vivevano un uomo e sua figlia, che se ne presero cura. Il soldato, che veniva semplicemente chiamato il pisanino, presto si innamorò ricambiato della giovane ragazza; nonostante le amorevoli cure il pisanino morì e fu sepolto poco distante dalla casa della ragazza, dove ella andava tutti i giorni a piangere. Erano lacrime di amore innocente, che pesavano come macigni sulle coscienze di chi voleva la guerra; e difatti ogni lacrima si trasformò in una pietra, e tutte le pietre iniziarono ad impilarsi, e la fanciulla pianse così tanto per il suo amore perduto da generare una intera montagna, il Pisanino.


Le Apuane Settentrionali sono luoghi magici e forse per questo sembrano essere particolarmente favorite da esseri che le scelgono dopo un lungo, lunghissimo viaggio: gli extraterrestri.
Nell’immediato dopoguerra alcune testimonianze di avvistamenti di UFO si confondevano nella memoria dei valligiani con le tristi visioni di razzi illuminanti e aerei da guerra.
Il primo avvistamento ufficiale in Apuane si verificò nel Settembre 1974: uno studente dell’ateneo pisano fotografò su questi monti un oggetto scuro che lasciava una scia dal basso verso l’alto, come se il disco stesse decollando in verticale.
Nel Luglio 2009 un oggetto volante a forma di sigaro nero venne avvistato in pieno giorno da alcune persone; una delle testimonianze riportò che “l’oggetto si stagliava chiaramente e si muoveva lentamente nel cielo […] ad un certo momento ebbi l’impressione che l’oggetto volesse cambiare direzione; vidi un forte bagliore e l’oggetto letteralmente scomparve”. In suo onore una via alpinistica aperta in quei giorni nella zona del Garnerone venne chiamata l'”anormale”.
Nell’Aprile 2014, si ebbe quello che Vladimiro Bibolotti, Presidente del Centro Ufologico Nazionale, definì “uno degli avvistamenti più importanti degli ultimi quindici anni”. Sono le 23 e un impiegato di Massa sta tornando a casa in auto insieme alla moglie e al figlio che dorme dietro: passato il cimitero di Pariana la strada e l’auto sono improvvisamente illuminate da fasci di luce blu, intensissima, emessi da un oggetto circolare del diametro di circa 8 metri, in rapida rotazione su se stesso ad un’altezza di pochi metri dal suolo. La coppia spaventata fugge in auto ma a quanto pare l’oggetto fa lo stesso e scompare anch’esso rapidamente. La coppia, il giorno dopo, denunciò l’apparizione all’Areonautica Militare, presso la quale è tutt’oggi aperto un fascicolo. Il quotidiano La Nazione gli dedicò un articolo ancora consultabile on line.
Un ultimo avvistamento è del Giugno del 2014: durante un’esibizione delle Frecce Tricolori a Forte dei Marmi il cielo è attraversato da un “pallino” lontano che gli spettatori a causa della sua distanza non notano finché qualcuno non riguarda le riprese dell’evento. Il “pallino” arriva ad una velocità molto maggiore degli aerei fermandosi proprio sopra le Frecce Tricolori che passano, circa 500 metri sopra di loro, quindi ad una quota di 2000 metri. Improbabile che fosse un riflesso anche perché lasciava una scia molto evidente. Di questo avvistamento esiste dunque anche un video, visibile qui.
Gli UFO, è noto, sembrano avere una predilezione per i luoghi selvaggi e meno frequentati; non c’è da stupirsi quindi se i nostri cugini di altri mondi sono così incuriositi da queste arcigne cime di marmo.

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