le pozze del Corsalone

Le pozze del Corsalone e le storie dipinte di Santa Maria del Sasso

Il torrente Corsalone nasce sul crinale appenninico e scorre per un lungo tratto tra grandi massi scaldati dal sole e impenetrabili canaloni nel cuore delle Foreste Casentinesi, così che quando finalmente la pendenza diminuisce l’acqua è già, se non calda, per lo meno non più gelida come alla sorgente. Qui il torrente forma belle pozze d’acqua, a volte naturalmente chiuse da grandi massi di arenaria, altre volte limitate da cascatelle artificiali utilizzate da secoli per rompere la forza dell’acqua durante le piene.
Le pozze del Corsalone sono semplici da raggiungere e sono ben note agli abitanti del Casentino che popolano (ma mai affollano) rocce e spiaggette; evitate sabati e domeniche, privilegiate la mattina o il pomeriggio tardi, e troverete un’oasi di pace e frescura anche nel pieno dell’Estate.

Come arrivare alle pozze
Alle chiuse artificiali si arriva agevolmente in un minuto minuto di sentierino dal parcheggio. In auto, da Bibbiena seguite la strada per il monastero di Santa Maria del Sasso (ne parliamo più sotto), e proseguite fino all’incrocio con la strada principale: da qui si gira a destra e si supera l’incrocio che a sinistra porta al passo dei Mandrioli, mentre noi proseguiremo a destra. Dopo pochissimo, superato un ponticino, si imbocca sulla sinistra una strada sterrata, indicazioni per Gello. Dopo circa un chilometro si parcheggia a uno slargo.
A monte della chiusa il torrente può essere seguito sia lungo il greto, con un cammino non agevole per i bambini più piccoli, saltando di pozza in pozza e di masso in masso; altrimenti si segue la strada per altri 600 metri, anche a piedi, e in corrispondenza del primo tornante sulla sinistra si imbocca un sentierino, non segnato ma ben tracciato, che in breve porta diretto al torrente e alle sue bellissime pozze.

Il monastero di Santa Maria del Sasso
Perché suggerire ai bambini una visita a un monastero, magari a conclusione di una allegra giornata in acqua? C’è una storia molto interessante dietro a queste mura, che non chiede di essere raccontata perché è illustrata come un fumetto del passato. La vita di secoli fa era decisamente piena di pericoli: se scoppiava un incendio non esistevano i vigili del fuoco e un’intera città poteva finire in cenere in un giorno. Le campagne erano battute da terribili tempeste che distruggevano tutto il raccolto; non esisteva la Protezione Civile a dare l’allerta per alluvione a chi viveva sulle rive di un fiume e mugnai e barcaioli, con tutte le loro famiglie, si trovava travolti dalle acque ruggenti senza quasi accorgersene.

I ponti crollavano, i passi di montagna era colpiti da furiose nevicate che coglievano i poveri viaggiatori a cavallo o a piedi. Quando il pericolo non era nella natura, era nell’uomo: briganti, assassini, nemici di vario genere armati di spade e di archibugi. Chi poi andava per mare non mancava di fare testamento perché sapeva quando sarebbe partito ma non quando e se sarebbe tornato. Queste mille emozioni sono raccolte negli affreschi del bellissimo chiostro del monastero, i dipinti illustrano paurose avventure, persino mostri marini, dai quali i fortunati protagonisti erano scampati e per questo ringraziavano la Madonna a cui questa chiesa è dedicata.

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