In slittino al Borbotto, lungo la forestale di Castagno d'Andrea

In slittino sulla forestale di Castagno d’Andrea

Otto chilometri su sentieri innevati, per un totale di 300 metri di dislivello, sono un po’ troppi per un bambino di 5 anni. A meno che il genitore non abbia gambe buone. E uno slittino.
Il versante fiorentino del Monte Falterona è il meno frequentato e il più selvaggio: sui sentieri che salgono da Castagno d’Andrea le impronte di cinghiali, volpi, lupi, daini e lepri sono molto più numerose di quelle degli esseri umani.
Sulle faggete innevate, sugli alberi cristallizzati dalla galaverna che si appiccica ai rami rendendoli simili a fragili sculture di cristallo, sui prati innevati solcati dalle piste di animali, incombe la mole scura e arcigna del Monte Acuto, sulla cui parete Nord gli alpinisti trovano le più celebri avventure di ghiaccio dell’Appennino.

Ciò che rende questa valle percorribile con lo slittino è una lunga strada forestale che, quando coperta di neve fresca, è transitata solo da qualche sci escursionista e qualche coraggioso fuoristrada che lentamente la risale. Entrambi contribuiscono a compattare la neve e a trasformarla in una lunga e divertente pista per slittino.
Di solito la strada è (abbastanza) pulita fino al primo tornante a destra, dove non si può fare altro che parcheggiare e proseguire a piedi
Allora ecco l’idea: cordino di un paio di metri, un capo legato allo slittino, l’altro agganciato con un moschettone al mio zaino, quest’ultimo chiuso in vita, e su per la salita.

Un sentiero, il numero 16, taglia i tornanti in maniera più diretta ma un po’ più ripidamente, attraversando boschetti e radure innevate: comunque conviene percorrerne alcuni tratti sia per scaldarsi un po’, sia per tagliare i tornanti più lunghi, come quello dopo il secondo tornante a sinistra.
Per il resto quello che potremmo coraggiosamente chiamare sled dad o sled mom può percorrere la forestale innevata senza una particolare meta: ci si può fermare a una delle tante radure assolate, si può sostare al camino dove accendere un fuoco, oppure arrivare alla fonte del Borbotto dove c’è un piccolo bivacco, anche esso con focolare.

Quanto al ritorno non ci sono dubbi: quattro chilometri di discesa mai ripida e mai pericolosa, tutti da fare in slittino (per chi c’entra, gli altri di corsa dietro). Attenzione solo alle auto nella parte finale del percorso, che, sempre che possano transitare, avanzeranno comunque a passo d’uomo.
Tutto il percorso si svolge sul versante Nord del Monte Acuto e del Monte Falterona, quindi il sole in Inverno si fa vedere verso le 10-11 e se ne va verso le 14-15.
Siamo circondati dalle rigogliose Foreste Casentinesi che coprono tutta la montagna: qui, per fortuna, il pericolo valanghe non esiste.

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