Il bivacco di San Paolo in Alpe

Il bivacco di San Paolo in Alpe e l’alpeggio appenninico

Un gruppo di amici ha deciso di accettare la sfida della gestione di un antico edificio detto la Casa del Guardiano, che era posto a controllo di uno ampio alpeggio a ridosso dell’Appennino Romagnolo, ristrutturato e attrezzato per fare da bivacco. Stretti da un’economia infine consapevole di non poter garantire una crescita continua, sempre più giovani rivolgono lo sguardo alle vecchie attività agro-pasturali immaginandole dalla nuova prospettiva della produzione di qualità e del turismo sostenibile.
L’alpeggio di San Paolo in Alpe domina ampi pascoli contornati da boschi di aceri e arbusti di rosa canina, isolato da ripidi calanchi che precipitano verso il Bidente e gli altri torrenti che scendono dai ripidi versanti orientali dell’Appennino Romagnolo.
Da qui, come su un terrazzo, il crinale di San Paolo in Alpe fronteggia la catena dell’Appennino che precipita verso di noi con la selvaggia foresta di Sasso Fratino.

Prenotare il bivacco
Il bivacco di San Paolo in Alpe ha un piano inferiore sempre aperto e uno superiore che si può accedere previ prenotazione e pagamento, per un costo assolutamente popolare. In cambio, i ragazzi dell’associazione Tour de Bosc assicurano disponibilità di legna già tagliata e ordinata e una pulizia assolutamente sorprendente, ma soprattutto si può essere sicuro di avere il bivacco tutto per noi e non avere la brutta sorpresa di giungere fin qui per trovarlo poi occupato.
Ci si iscrive online, si invia una foto dei documenti dei partecipanti, si paga (anche con PayPal) la piccola quota di affitto e si è nel calendario, pubblicato online.
Tutte le informazioni si trovano nel sito di Tour de Bosc (http://tourdebosc.it/) dove ci sono anche i contatti per chiedere informazioni.

Arrivare al Bivacco
Seguendo la Statale che da Santa Sofia (FC) sale verso il Passo della Calla e il Casentino, a seconda della direzione si supera Corniolo di circa 2,5km, oppure 8 Km da Campigna se si proviene dalla Toscana; verso valle incontriamo un piccolo incrocio segnato da un cartello in legno, poco visibile, indicante Sant’Agostino. Si imbocca la strada che scende, attraversa il Bidente e inizia a risalire, ora sterrata ma sempre in ottime condizioni di fondo, direi fattibile in tutte le stagioni e con ogni auto.
Dopo 5 km si arriva a una sbarra, dove si parcheggia l’auto. Da qui si prosegue a piedi lungo una comoda strada forestale che prosegue all’interno della faggeta, per giungere infine ai prati aperti dell’Alpe di San Paolo, dove ci accoglie subito il bivacco.
Dal parcheggio sono 40 minuti di comodo cammino, fattibile anche con passeggini e carrozzine.

Il bivacco e i dintorni
Il bivacco è in una posizione magnifica, isolato tra le cime e aperto alla vista verso tutta la catena dell’Appennino Romagnolo e la valle del Bidente.
Essendo sul crinale, nei pressi del bivacco non c’è acqua ma la facilità di accesso permette di portarne senza fatica abbondanti scorte. Dietro il bivacco alcuni ruderi testimoniano la presenza di una grande costruzione da alpeggio, di cui il Bivacco è una parte: il suo aspetto originale, fotografato negli anni Ottanta, è visibile in una bella galleria all’interno del bivacco.
Il bivacco ha una zona sempre aperta, molto semplice, è un secondo ingresso a cui si accede con la chiave: i ragazzi di Tour de Bosc vi daranno indicazioni per prendere la chiave in totale autonomia.
All’interno c’è una prima sala a piano terra adibita alla raccolta della legna e dei rifiuti, quindi una scala porta al piano superiore dove ci sono due ampie stanze, una con 4 letti (necessario materassino e sacco a pelo) dove però l’estremo ordine e pulizia non esclude di certo di poter dormire anche in terra.
La seconda sala, ben illuminata dalle finestre, ha un grande tavolo con panche e un bel camino.
La nostra piccola avventura si è svolta soprattutto in questa sala, cucinando patate alla brace e salsicce sul fuoco.
Nei dintorni del bivacco i recinti chiudono grandi pascoli per le mucche che di notte convivono tranquillamente con ogni sorta di animale selvatico. In piena notte siamo stati svegliati dal suono sordo di urti che abbiamo poi visto essere un combattimento tra daini maschi che, sotto la luce della luna, continuavano a sfidarsi incuranti sia degli sguardi degli altri animali sia delle nostre torce elettriche che a tratti li illuminavano.
La strada sterrata prosegue dal Bivacco seguendo il crinale, una bella passeggiata panoramica molto consigliabile. A poca distanza si vedono i ruderi dei Pioppi di San Paolo, una antichissima chiesa ora ridotta a rudere ma con uno stupendo campanile a vela ancora miracolosamente intanto.
Per i camminatori, numerosi sentieri salgono e scendono da Corniolo e da Fiumicello.

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