Il presepe nel laghetto

Una gita di Natale: il presepe in grotta di Pescaglia

Da venti anni Stefano, Maurizio e gli altri volontari del gruppo Speleo Valfreddana hanno un appuntamento a cui non vogliono mancare; costruiscono un presepe in una grotta ai piedi delle Apuane, una vera grotta con stallattiti, stallagmiti, vasche di calcite purissima e un profondo laghetto azzurro che ne occupa il fondo.
Il motivo per cui lo fanno ce lo spiega a chiare lettere Stefano, che ci accompagna: portare la gente in questa parte di Toscana, tanto affascinante e facilmente raggiungibile quanto selvaggia e dimenticata. Portare non solo gli speleologi e gli alpinisti ma anche la gente comune, le famiglie, i bambini soprattutto.
Vogliono creare qualcosa di bello che lasci tutti a bocca aperta ma che, come tutte le cose belle, debba essere conquistata con una piccola avventura tra i boschi, perché i bambini imparino ad amare le cose guadagnate metro dopo metro.
L’obiettivo è rendere la visita al presepe una completa immersione nella natura e nella bellezza di questa terra. In fondo Stefano Pucci è una guida ambientale che organizza escursioni a visitare luoghi speciali che nascondono ancora le tracce degli antichi abitanti vissuti millenni fa tra queste montagne e non a caso avevo conosciuto Stefano per le sue pubblicazioni e conferenze sulle incisioni rupestri delle Apuane.

Il sentiero
I segnali sono già presenti a Diecimo, a venti minuti da Lucca, dove si lascia la statale che da Lucca risale la valle del Serchio per inoltrarsi tra i boschi e puntare verso le cime più meridionali delle Apuane. Al paese di Trebbio non si prosegue per Pescaglia ma si prende una stradina secondaria sulla sinistra che in pochi minuti porta al parcheggio, ben segnalato (20 min da Diecimo).
Il percorso inizia dalla ferriera Galgani, una antica officina di lavorazione del ferro risalente alla fine del 1700 e tutt’oggi attiva: la stessa famiglia gestisce la piccola ferriera da più di tre secoli e tante generazioni, lavorando ancora con la stessa tecnica di una volta e utilizzando solo la forza motrice dell’acqua. Vi si osservano ancora i numerosi canali che alimentavano i mantici e i martelli e si può camminare sulle scorie ferrose di lavorazione. Da questo punto il sentiero è illuminato da piccole luci che segnano il cammino e consentono di procedere anche con il buio; anzi questo lo direi l’unico sentiero che è consigliabile percorrere all’imbrunire, quando le piccole lampade brillano tra i rami come luci magiche di spiriti silvestri.
Il sentiero non è certamente difficile ed è praticabile anche dai bambini, che infatti sono numerosi; consiglierei comunque delle scarpe adatte alla camminata in montagna, non perché siano indispensabili ma saranno senza dubbio più comode e sicure degli stivaletti di pelle e delle scarpe di cuoio che ho visto salendo. Si tratta pur sempre di un sentiero nel bosco di circa 800 metri di lunghezza e 100 metri di dislivello, con qualche pettatina breve ma un po’ rude. Comunque lungo tutto il percorso sono stati costruiti gradini di legno e delle corde fungono da mancorrente per buona parte del tragitto; non ultime le luci in alto tra gli alberi, che vi faranno compagnia per tutta la strada.
Ai lati i volontari hanno segnalato con dei cartelli le specie botaniche tipiche della zona così che la salita avrà anche i piaceri di una gita in un giardino botanico.

La grotta
La salita, lo sapevamo, finisce con un premio speciale; i volontari attendono gli escursionisti per guidarli all’interno, verso il presepe.
Chi ha visitato una grotta, anche turistica, ritrova un ambiente familiare: assenza di odori, una temperatura costante di 15 gradi che d’inverno risulta piacevole, il suono del percolare dell’acqua, le luci soffuse che sembrano provenire dalle viscere remote della terra, le stallattiti, le stallagmiti e le altre concrezioni sulle quali sono stati poggiati i personaggi del presepe; e la scena principale, la Sacra Famiglia, posta su un piccolo scoglio al centro di un laghetto di acqua purissima.
Stefano e gli altri ci raccontano la storia di questo presepe e la storia molto più antica di questa grotta e di tutte le cavità carsiche che attraversano queste montagne.
Senza fretta si esce poi dalla grotta e si riprende lo stesso sentiero per il ritorno. Il presepe resta aperto, come tutti i presepi, dalla Immacolata alla Epifania; dalle 10 alle 19 nei giorni festivi, dalle 15 alle 19 nei prefestivi, il 25 Dicembre e il 1 Gennaio; l’ingresso è gratis, anche se una piccola offerta è sempre bene accetta.

Curiosità di questa valle
Questi luoghi sono poco conosciuti persino dai frequentatori delle Apuane nonostante siano ricchissimi di Storia e storie.
Non tutti sanno che a Pescaglia, ad esempio, esiste un edificio che è registrato nel libro dei Guinness dei Primati come il teatro più piccolo del mondo, solo 70 metri quadri; vale la pena di informarsi al loro sito per conoscerne gli eventi.
A Diecimo, subito all’imbocco della valle, biancheggia la bellissima pieve romanica di Santa Maria, una chiesa con ostello che nel medioevo faceva da posto tappa per i pellegrini che percorrevano la via Francigena, che di qui passava. Al suo interno innumerevoli testimoni ricordano i millenni di storia di queste importanti vie di comunicazione tra i due versanti dell’Appennino: oltre a numerosi e affascinati reperti romani e medievali, nella chiesa vi è conservata una misteriosa scultura di un cavaliere medievale con grande scudo, detta familiarmente di Re Pipino, dal nome del re che fu padre di Carlomagno; il mistero, mai del tutto risolto, è legato al suo aspetto assolutamente anomalo, quasi un tentativo di imitare la vista prospettica di un gigante osservato dal basso, con la testa barbuta e piccolissima mentre i piedi sono giganteschi.

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