La Tana di Castelvenere (o Casteltendine) e i sentieri di Vallico in Garfagnana

La Tana di Castelvenere (o Casteltendine) e i sentieri di Vallico in Garfagnana

In un tempo lontano in cui i bambini erano il tesoro e la speranza di ogni terra, si racconta che le povere vallate garfagnine di Turritecava rischiassero l’abbandono perché troppe famiglie non potevano avere figli che quelle terre avare. In quell’epoca remota Venere decise di nascondere le sue preziose figlie in una caverna, bianca come il latte delle madri e perennemente bagnata di acqua salubre. La dea chiese alle figlie di accogliere le donne di quelle valli e di regalare loro il dono della fecondità. C’è stato un tempo in cui il mito era la realtà quotidiana degli uomini: lo testimoniano gli innumerevoli bronzetti votivi di epoca etrusca ma anche piatti e brocche di epoca romana e poi gota e longobarda usati per libagioni e offerte. Le donne salivano in questi boschi, tra le rupi di roccia strapiombante del Monte Penna, fino a questa grotta misteriosa, profonda e dalle pareti cosparse di concrezioni calcaree color latte.
Quanto il culto di Venere finì, la grotta venne utilizzata come rifugio di pastori e briganti, nuovo prescelto per faide e regolamenti di conti.
In una giornata eccezionalmente fresca di questo tiepido autunno, con i boschi sotto i 1000 metri ancora nel massimo del loro colore, abbiamo percorso un sentieri ad anello intorno al Monte Penna che da Vallico di Sopra ci ha portato alla Tana di Castelvenere, detta anche Tana di Casteltendine, e all’alpeggio di San Luigi per scendere rapido e assolato di nuovo a Vallico.

Il sentiero e la grotta
Il paese di Vallico di Sopra si raggiunge risalendo dalla Garfagnana il torrente di Turritecava, affascinante con il suo lago artificiale color smeraldo. Risalendo la valle laterale del Rio Silvano si incontra prima Vallico di Sotto e quindi Vallico di Sopra. Da qui a piedi si prosegue per la strada asfaltata che termina all’alpeggio di San Luigi e dopo un breve tratto, al primo tornante, si imbocca il sentiero (segnavia 111) che corre per un lungo tratto in un meraviglioso falso piano, sempre addossato alla spettacolare parete strapiombante del sovrastante Monte Penna. Qui, con una breve digressione segnalata, si raggiunge la grotta, con un sentiero un po’ scosceso e su cui fare decisamente attenzione, soprattutto nei tratti bagnati dal torrente (1h dalla artenza)
La grotta può essere percorsa per una cinquantina di metri e anche più se non si teme di bagnarsi i piedi. In autunno l’acqua scorre limpida in pozze concrezionate. Inoltrandosi le pareti di roccia si ricoprono sempre più di concrezioni e stalagmiti fino a esserne del tutto chiuse, solo un piccolo spazio che lascia scorrere l’acqua. Sul fondo della grotta saltano minuscole rane mentre dalla volta pendono i pipistrelli: attenzione a non svegliarli con luci e rumori, se si dovessero destare dal letargo durante la stagione fredda consumerebbero energie senza trovare cibo, e non sopravviverebbero fino alla primavera.
Il sentiero prosegue fino a un punto panoramico con croce, sospeso come un nido sulla Garfagnana: da qui il sentiero 111 scende verso Cardoso, ma noi proseguiamo lungo il 136 (che ha anche una variante 136A che transita dalla cima del Monte Penna). Il percorso si svolge ora sul freddo versante nord con un saliscendi mai troppo faticoso per risalire infine a San Luigi, dove in estate si vende latte e formaggio. Alcune fatte (escrementi) ci ricordano che qui i lupi sono presenti e danno giustamente il nome a uno dei sentieri di queste zone. Da San Luigi, lungo una bella mulattiera fiancheggiata da muretti a secco, si scende di nuovo verso Vallico, percorrendo un breve tratto di un altro sentiero ben conosciuto in zona noto come Sentiero del Lupo (totale 3h l’escursione, 4h con piccole pause e la gita alla grotta)

Storia e storie
Molte delle storie e leggende della Garfagnana raccontate non solo per questa escursione ma per molte altre in Sentieri di Cioccolata sono tratte dal bellissimo blog di Paolo Marzi La Nostra Storia da cui mi sono anche ispirato per le storie sulla Tana di Castelvenere. Essendo in zona Lucca può valere la pena un giro in questa meravigliosa città e, nell’occasione, un salto al Museo Guinigi dove sono raccolti molti dei reperti rinvenuti in Garfagnana, inclusi i bronzetti e gli oggetti votivi trovati nella Tana di Castelvenere.
Da Vallico è possibile anche seguire il sentiero del lupo, attivato da pochi anni nelle foreste del Rio Selvano.
Infine, essendo nella valle del Turritecava, non perdetevi il bellissimo ponte medievale di Fabbriche di Vallico, uno dei ponti che servivano la Via Francigena.

Download file: Castelvenere.GPX

Correlati

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: