Lo sfondamento della Linea Gotica a Monte Altuzzo

Dal Passo del Giogo al Monte Altuzzo, lungo la Linea Gotica

Nel Settembre del 1943 i nostri nonni festeggiarono la tanto desiderata fine della guerra, annunciata dalla voce radiofonica del Generale Badoglio. Ma si trattava di un tremendo equivoco: gli eventi più tragici e devastanti della nostra storia iniziavano in quel momento, la guerra non sarebbe stata più combattuta in paesi lontani; eserciti stranieri si sarebbero affrontati tra le nostre case, sulle nostre montagne, con gli stessi soldati italiani a combattere in entrambi gli schieramenti, gli uni contro gli altri.
Nell’ Agosto del 1944, con la liberazione di Firenze, la guerra era arrivata in Appennino e li si era dovuta fermare.
Sul crinale, lungo una linea continua che seguiva le cime delle Apuane, della Garfagnana, e poi dell’Appennino Tosco-Emiliano, del Mugello e della Valtiberina, da mare a mare, correva una poderosa opera difensiva costruita dai tedeschi in mesi di duro lavoro, anche grazie all’impresa di costruzioni Todt che assumeva forzosamente gli abitanti del luogo.
Questo fronte corazzato aveva il nome di Linea Gotica; pochi sanno che lo stesso Hitler volle rinominarla in Linea Verde (Grüne Linie) perché, in caso di sfondamento, la perdita di un fronte con un nome così altisonante avrebbe impressionato troppo l’opinione pubblica. Ma Linea Gotica fu il nome con cui essa entrò nella storia.

La Linea Gotica fu effettivamente sfondata, tra Settembre e Ottobre 1944, grazie a un dispiegamento di forze alleate senza precedenti, che vedeva la partecipazione di eserciti di ben 11 paesi, tra cui parte dell’esercito italiano e della Resistenza, ma soprattutto grazie all’immane sforzo delle truppe Americane e Britanniche.
Dal punto di vista militare, le truppe alleate vinsero e l’esercito tedesco perse, ma le vittime nelle fila alleate furono tantissime e, tecnicamente, la tattica della “ritirata combattuta” fu efficace come in nessuna altra ritirata della Wehrmacht in Europa e Africa.
La storia la conosciamo: le truppe alleate si arrestarono per l’Inverno e con la Primavera ripresero l’avanzata, completando la liberazione dell’Italia in Aprile.
Ma i crinali dell’Appennino furono l’ultima cosa che videro ben 70.000 giovani dei due schieramenti; la guerra entrò anche nelle città, nei villaggi e nelle case isolate, con i bombardamenti e le rappresaglie nazifasciste, lasciando senza vita 60.000 civili, in larga parte donne e bambini. Molti altri morirono nei mesi e persino anni a seguire per l’esplosione di mine e di ordigni inesplosi.

Il Passo del Giogo nel ’44
Nel settore del Mugello, nei pressi del passo del Giogo, la Linea Gotica era particolarmente solida in quanto i tedeschi erano consapevoli che questo passo, oltre a collegare le due principali città ai piedi dell’Appennino, era anche quasi sempre praticabile a causa della quota limitata.
L’attacco a monte Altuzzo da parte del 338° Reggimento Americano inizia il 12 Settembre. Gli americani chiamano questa cima “Peabody peak” dal nome del comandante di una delle compagnie, ma in realtà non conoscono molto la zona, hanno informazioni discordanti e accade anche che l’artiglieria amica sbagli il tiro decimando l’intero reggimento di paracadutisti che stava tenendo la posizione. I tedeschi si riprendono la posizione il 15 Settembre e fanno confluire tutte le forze possibili su quello che ora capiscono essere l’attacco principale da parte delle truppe americane.
Il 16 Settembre parte il contrattacco americano e il 17, finalmente, viene aperta una breccia di 8 chilometri nella continuità della Linea Gotica. Il comando tedesco capisce di aver perso la posizione si ritira a nord di Firenzuola, e il 18 Settembre il passo del Giogo e nelle mani degli alleati. Solo qui, gli Americani hanno lasciato 2731 morti, dei tedeschi non si conosce la cifra ma sono certamente di più.

Il passo del Giogo oggi
Il passo è ben conosciuto dai motociclisti e un bar ristorante accoglie i visitatori sulla cima. Verso Est, in pratica di fronte al ristorante, inizia una strada sterrata che dopo un po’ diventa sentiero e porta a monte Altuzzo: è una gita breve, appena un chilometro la sola andata e poco dislivello, ma è soprattutto l’interesse storico che qui si fa rilevante. Qui intorno sono stati restaurati i rifugi e i bunker che facevano parte delle linee difensive tedesche e che possono essere visti da fuori oppure visitati al loro interno in giorni particolari.
Un giorno davvero speciale è la rievocazione storica della presa del monte Altuzzo. Organizzata da Gotica Toscana onlus richiama su questo passo un numero incredibile di appassionati che per un giorno si improvvisano attori rievocando i personaggi del ’44, soldati americani e tedeschi di ogni tipo, dai semplici fanti alle truppe speciali, e poi ancora soldati britannici, le infermiere di entrambi gli schieramenti, i partigiani e i fascisti di Salò. E poi un incredibile campionario di mezzi, tendaggi, materiali bellici di ogni tipo, da quelli più comuni americani a quelli rarissimi tedeschi.
In questa giornata passeggiare lungo il sentiero ha una valenza particolare, il cuore sobbalza incontrando soldati armati nel bosco, il monte Altuzzo è presidiato da soldati e civili. Due volte nella giornata, alle 12 e alle 16, viene rievocato lo scontro e la presa della posizione, la morte e la cattura del nemico tornano realtà.

Il museo, e altre informazioni
L’evento di Gotica Toscana non è adatto ai bambini piccoli ne’ tantomeno ai cani, proprio per i continui spari di fucili e armi pesanti. Il sentiero invece è molto piacevole in tutte le stagioni e da Monte Altuzzo, si gode una delle più belle viste di tutto il Mugello.
6 chilometri prima del passo del Giogo, sul lato toscano, è da visitare il Centro Documentazione e Ricerche Storiche di Gotica Toscana, un museo dedicato alla battaglia del Monte Altuzzo, con armi e divise originali.

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