Speleo alla grotta della Spipola, nel Parco dei Gessi Bolognesi

Speleo alla grotta della Spipola, nel Parco dei Gessi Bolognesi

Visitare le grotte del Parco Dei gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa lascia davvero di stucco: Bologna si stende lì a due passi, con i suoi alti palazzi e la Pianura Padana che si perde nella foschia, e d’altronde siamo arrivati qui uscendo appena dagli ultimi quartieri di periferia. I Bolognesi vi arrivano con l’autobus, e poi qualche passo di salita a piedi tra le ultime villette super lusso. All’improvviso la vista cambia, prati boschi e colline rimpiazzano il paesaggio urbano e la strada termina ai bordi di una grande conca, una valle senza sbocco, una enorme dolina carsica. Le rocce che la contornano brillano di limpidi e lunghi cristalli di gesso che per la loro forma i geologi hanno chiamato “a ferro di lancia”. Una dolina è un grande imbuto creato dalla dissoluzione delle rocce ad opera dell’acqua, la quale si concentra verso il basso, nel punto più profondo della valle, scomparendo sotto terra: è lì che si è formata la grotta della Spipola.
Questa avventura, guidata ma non di massa, accompagnata ma non banalizzata, sempre istruttiva e rispettosa del delicato mondo ipogeo, viene organizzata dagli speleologi del Parco: non è una grotta attrezzata per il turismo ma una vera, emozionante esperienza di speleologia.

Prenotarsi e arrivare alla grotta della Spipola
Le date di visita della grotta della Spipola sono poche e la gestione delle prenotazioni è dunque precisa e rigorosa. Le date sono riportate nel sito del Parco dove si trovano anche tutte le modalità di prenotazione e pagamento. Il costo è decisamente a prezzi popolari.
Ci si presenta presso il parcheggio della Palazza, che si raggiunge da Ponticella di San Lazzaro, e da qui si parte con le guide speleologiche che ci accompagneranno giù verso il fondo della dolina, apriranno il pesante portone di protezione e ci daranno il benvenuto nella grotta.

Un’avventura speleo
La Grotta della Spipola è un percorso facile ma comunque adatto a bambini dagli 8-9 anni, sia per la difficoltà di alcuni passaggi, sia perché banalmente un bambino più piccolo si affaticherebbe eccessivamente senza probabilmente divertirsi troppo. Si cammina lungo un percorso articolato, si scendono ripidi scivoli di fango e si risalgono altrettante rampe fangose, si attraversano ampie sale oppure si cammina a testa bassa. A volte la grotta sembra terminare ma una invisibile apertura in alto consente di proseguire. In un altro punto si striscia pancia a terra per qualche metro in una fessura così stretta che la schiena tocca il soffitto. Sopra di noi brilla costantemente un firmamento di cristalli di gesso: questa è una grotta diversa dalle grotte calcaree, non ci sono stallattiti e stallagmiti ma una sorta di continuo cielo stellato che luccica alla luce delle lampade sopra le nostre teste. Un regno fatto di acqua e di roccia, casa di minuscoli pipistrelli e anche piccoli magici esserini fatti di fango e lasciati qua e là. L’esperienza si conclude con uno dei momenti più emozionanti dell’avventura speleo: l’uscita dalla grotta e la netta percezione degli odori del bosco, una sensazione così acuita da ricordarci l’odore della vegetazione tropicale nelle serre.

I sentieri del Parco
Il parco è un luogo bello da visitare a prescindere dalla grotta. Una rete di sentieri lo percorre in tutte le direzioni, si può girare attorno alla valle della Spipola, visitare l’affascinante inghiottitoio delle Candele e la cava di gesso, dalla quale la vista verso Bologna e la pianura è stupenda. O infine fare un picnic all’ombra di un ciliegio nei prati all’interno e nei dintorni della grande dolina.

Download file: spipola.GPX

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