Tra Lierna e Moggiona, vicino Camaldoli

A Moggiona, sotto Camaldoli, sulle orme del lupo

A volte il lupo sembra un essere creato dalla nostra immaginazione, sospeso com’è tra realtà e favola, un po’ animale da studiare e un po’ spirito dei boschi.
Se il lupo fosse nato dalla nostra fantasia il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi sarebbe probabilmente la sua dimora, e Moggiona la sua leggendaria capitale.
Il paese si è proclamato centro del lupo: ha creato un breve percorso natura accessibile a tutti dedicato a questo animale e il bar nella piazzetta centrale è diventato un centro informativo sul lupo,
Il fatto è, comunque, che a Moggiona i lupi ci sono davvero: se ne vedono le tracce di passaggio e gli escrementi a marcatura del territorio.
Per esplorare questi boschi ho scelto un sentiero che dal piccolo, antico borgo di Lierna costeggia il torrente fino a Moggiona.

Il sentiero
Il sentiero inizia poco sotto l’abitato di Lierna, un piccolo borghetto con il suo castello dall’aspetto arcigno. Si sale per poche centinaia di metri su strada sterrata, quindi la carrareccia diventa sentiero nel bosco e il percorso prosegue sempre in piano a parte qualche breve dossetto.

Il sentiero è sempre agevole, solo in qualche breve tratto è bene fare attenzione che i bambini più piccoli non camminino lungo il ciglio.
Lungo il sentiero si incontra anche una bellissima sorgente travertinosa che ha creato una morbida cascata di muschio verde.
Dopo un paio di chilometri, circa un’ora a velocità bambino, si raggiunge una bella area picnic presso un antico mulino del 1700, con un bel prato, tavolini e l’accesso al torrente. Ci possiamo fermare qui, spingendosi poco oltre per vedere una sorgente solforosa, oppure proseguire per altri 500 metri, in salita per poco dislivello (meno di 100 metri), e raggiungere il paese di Moggiona.

Orgogliosamente Moggiona
Moggiona è un paese carino, ma non ha niente che colpisca. Ha quella distanza da Camaldoli, ne’ tanta ne’ poca, che lo rende un luogo di transito, senza grande interesse.
Una vera sfida per l’agguerrita Proloco che ha saputo andare oltre lo storico contrasto tra parchi naturali e comunità locali.
Alcuni agguerriti quanto fantasiosi volenterosi di Moggiona hanno saputo dedicare il paese al lupo, che gli abitanti del paese incontrano spesso da queste parti.
Il bar è diventato un centro informativo e base di partenza per gite di wolf howling ed escursioni a tema.

All’ingresso del paese inizia un breve percorso accessibile a tutti, anche per carrozzelle e passeggini, con pannelli illustrativi e una affascinante ricostruzione di una tana di lupi dove, ad avvicinarsi, scatta automatico e misterioso l’ululato di una cucciolata. In alto, a conclusione del percorso, un capanno di avvistamento si posiziona strategicamente su una grande radura che all’alba e al tramonto si popola degli animali del bosco.
Altre iniziative sono in corso e tra tutte aspettiamo con curiosità il parco giochi dedicato al lupo.
Ma Moggiona non si ferma qui: un museo ricorda l’antico mestiere del bigonaio, ovvero dell’artigiano che costruiva vari tipi di contenitori in legno, principalmente per il trasporto delle uve e del vino; un bel video su youtube ne ripercorre tutte le tappe della antica lavorazione.
Ci sono poi la festa del fungo porcino di Ferragosto e il Trail di Moggiona in Luglio, 20 chilometri per 700 metri di dislivello tra le splendide foreste di Camaldoli.
Tutte le informazioni sul loro sito e su Facebook.

Ma.. e il lupo?
Per noi che viviamo tra quattro mura il lupo è ancora un essere sospeso tra favola e realtà: sai che vive lì intorno, ne vedi i segni, a volte ne senti l’ululato, ma non lo vedi mai; ti passeggia intorno, lascia le sue tracce, forse ti sbircia tra gli alberi, ma non puoi incontrarlo.
C’è chi da queste parti il lupo qualche volta lo avvista davvero, mentre l’incontro diventa eccezionale, praticamente impossibile, per l’escursionista della domenica.
Ma, comunque, qui intorno le loro impronte sono ovunque, ben visibili soprattutto quando il terreno è coperto di neve.
I lupi marcano i loro territori di caccia con escrementi dai quali si capisce bene di quali prede si nutrono.
La magia del Parco delle Foreste Casentinesi sta proprio nel ricordarci che il lupo c’è sempre, anche se è troppo timido per farsi vedere.

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