Le piscine di Candalla

Le piscine naturali di Candalla e la sua valle selvatica

In apparenza in Apuane c’è poca, pochissima acqua. In estati torride come quelle del 2017, quando il caldo africano e la lunga siccità prosciugano la terra, in Apuane non troverete più una sola sorgente attiva e i torrenti saranno bianchi solchi dall’aspetto lunare. Ma le Apuane nascondono un segreto: quasi ogni goccia che cade sui loro versanti viene assorbita dal terreno carsico, sprofonda per centinaia di metri nelle profondità della terra e infine viene raccolta in fiumi e laghi enormi che riempiono enormi grotte scavate nel marmo. Queste acque riemergono spesso ai piedi delle stesse Apuane, poco prima che inizi la pianura, e sono fresche e limpide come solo le acque appena nate dalle rocce possono essere.
Così, anche in una estate tragica come quella del 2017, quando tutto l’Appennino si è arreso alla mancanza d’acqua, anche il torrente di Candalla gorgoglia allegro e riempie pozze abbastanza profonde da potercisi tuffare dalle rocce intorno.
Un luogo bello e ricco di storia e natura, oltre che naturalmente di acqua.

Il sentiero
Siamo a monte di Camaiore, in Versilia. Risalendo la valle verso Greppolungo si lascia la strada principale seguendo le indicazioni per l’Osteria di Candalla. Di solito si trova parcheggio lungo la stradina che conduce a Candalla, poco prima della Osteria Candalla (attenzione ai cartelli; parcheggiare sul lato della strada indicato dalla segnaletica); nei periodi top (intorno Ferragosto) una navetta gratuita conduce da Camaiore a Candalla.
Da qui a piedi l’ultimo pezzo di strada asfaltata conduce alla vecchia ferriera, un opificio dell’Ottocento che lavorava il ferro e faceva funzionare magli e mantici con la forza dell’acqua: ancora si vedono i mulini con le pale, i canali e molte sculture in ferro che testimoniano una antica tradizione.

Al ponte in pietra c’è la prima pozza, la più profonda, quasi sempre in ombra e frequentata per i tuffi più spettacolari.
Superato il ponte si inizia a salire, ma il percorso è breve: al primo bivio si prosegue in piano a destra (a sinistra si prosegue verso Casoli, sicuramente una bella passeggiata ma non certo in piena estate): si incontrano così i ruderi di un vecchio mulino, affascinanti come un tempio invaso dalla jungla, e più sotto alcune bellissime pozze d’acqua adatte a tutti, con cascatelle, toboga, canyon in miniatura e mille giochi d’acqua.

Sopra di noi incombe la parete di Candalla. Qui si arrampica, ma questa volta non ve lo consiglierò per un’avventura con i bambini: solo i climber più forti, non a caso identificati in Toscana con il nome di “Candalliani”, possono sperare di sollevarsi da terra su queste muraglie strapiombanti di roccia bianca e grigia. Intorno a noi la vegetazione cresce rigogliosa grazie ai venti umidi che spirano costanti dal mare, e tutto questo paesaggio ha un ché di preistorico ed è molto affascinante.
Lungo il sentiero c’è un posto che promette merende e panini al lampredotto, gustoso se non sotto il Solleone.

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