Bivacco sul Lago Martini

I laghi Martini, Sillara e Compione nel Parco dei Cento Laghi

Una monoclinale è una forma che le montagne assumono quando le rocce sono così poco piegate da formare quasi una tavola, sembrando un grosso libro con la copertina quasi in piano e lo spessore delle pagine che precipita dall’altro lato. L’Appennino al Parco dei Cento Laghi è fatto così, la montagna scende dolcemente verso la lontana Pianura Padana e tra le rocce levigate da antichi ghiacciai trovano riparo laghi grandi e piccoli, che danno il nome a questo parco naturale. Verso la Lunigiana, invece, la montagna precipita austera e selvaggia, tra rocce e prati quasi verticali, giù fino al fondovalle e al mare.
Tra laghi grandi e minuscoli scegliamo il romantico Lago Martini, incastonato tra le rocce appena sotto il crinale, e base di partenza per i vicini laghi di Compione e i più grandi laghi di Sillara.

Il sentiero
Si parte da Prato Spilla, stazione sciistica un po’ retrò nei pressi del Passo del Lagastrello, al triplice confine tra provincie di Parma, Reggio Emilia e la Lunigiana.
Il sentiero può essere idealmente diviso in tre parti.
La prima parte è da fare quasi chiudendo gli occhi, evitando di guardare le piste da sci e gli impianti di risalita temporaneamente dismessi e quindi fermi sia in estate che in inverno; il sentiero costeggia la pista da sci ed è quindi una salita lungo la massima pendenza e, per quanto non particolarmente ripida, è esposta al sole e forse non proprio ottimale nelle ore più calde.

Alla fine di questa si traversa verso destra, si supera un secondo impianto altrettanto dismesso, si supera un ruscello e finalmente si entra nella seconda parte: qui inizia un sentiero nel bosco, poco curato ma comunque ben segnato e sempre protetto da grandi faggi dal tronco contorto, un po’ tipici di questa parte di Appennino. Prima di entrare nel bosco si osserva sulla sinistra un bellissima torbiera ancora intatta nel suo aspetto originario; sotto l’erba e i fiori di eriofori dal caratteristico pennacchio che sembra cotone l’acqua inzuppa la terra nera e la vegetazione si accumula senza decomporsi da millenni, trasformandosi in torba; qua e là un buco nella vegetazione mostra l’acqua sottostante e al suo fondo la conca è occupata da un acquitrino aperto.
Il sentiero prosegue un po’ scomodo ma ben visibile fino ad uscire dal bosco, dove comincia la terza parte: questa è talmente bella da far dimenticare ogni bruttura del primo tratto, il sentiero prosegue evidente solcando le immense praterie di mirtilli, interrotte solo da isolati ghiaioni e creste di roccia.
Qui, stretto tra il crinale e un costone di rocce levigate da antichi ghiacciai, si nasconde il Lago Martini, un piccolo laghetto poco profondo che senza dubbio mostra il suo aspetto migliore a inizio stagione, quando la piccola conca è alimentata dalle acque di fusione della neve.
In tutto la salita richiede da un’ora e mezza a due ore a passo di bambino, è un percorso abbastanza agevole, senza particolari difficoltà e una volta usciti dal bosco sarete voi a dover rincorrere i vostri figli.

Passeggiare nei dintorni
I dintorni sono bellissimi; i sentieri incidono il tappeto di mirtilli correndo in ogni direzione, tutti ben visibili da distanza e tutti ben disponibili per essere percorsi.
Dal lago servono cinque minuti per salire al crinale, da dove la vista precipita verso il fondovalle della Lunigiana e il mare lontano; da qui si può seguire il profilo dei monti salendo senza grande fatica fino al Monte Bragalata (mezz’ora circa dal lago) dal quale si vedono, in basso, i laghi di Compione; si può ancora proseguire fino al Monte Losanna e al Monte Sillara (un’ora dal lago), da dove si vedono i grandi laghi di Sillara. Da qui si può scendere ai laghi e seguire il sentiero basso che passa dai laghi di Compione e torna al lago Martini; il sentiero basso è ancora più semplice, tocca tutti i laghi in un percorso di mezz’ora, quasi senza dislivello, e può essere iniziato direttamente dal lago Martini, volendo senza completare l’anello; a differenza del Martini i laghi di Compione (ce n’è uno poco più in alto e uno in basso) e soprattutto i laghi di Sillara sono grandi, ben profondi e resistono fino alla fine delle estati più calde e secche.
Il lago Martini è un posto affascinante e ben poco frequentato; da ricordare che non ci sono sorgenti e l’unica acqua disponibile e quella in cui sguazzano rane e tritoni: acqua immacolata, che tale deve restare.

Passeggiate che invece si possono evitare
Il Lago Verde è molto più basso degli altri laghi, facilmente raggiungibile da Prato Spilla, e per questo sovraffollato: non vi fate tentare dalla semplice passeggiata per arrivarvi, non ne vale la pena.
Peggio ancora il Lago Ballano, ancora più accessibile e sovraffollato.
A valle del Lago Verde c’è una enorme diga costruita nel 1932 e abbandonata per problemi strutturali già nel lontano 1964: interessante solo per una visita di archeologia industriale.
Anche il Bivacco (o Capanna ) Cagnin è un luogo che probabilmente potrete evitare, troppo spartano per essere così basso in quota, e ciononostante spesso affollato.