In bici sull’Argine degli Angeli a Comacchio

In bici sull’Argine degli Angeli a Comacchio

Una strada bianca, dritta fin quasi all’orizzonte: una fuga prospettica che taglia in due le acque basse delle Valli di Comacchio, popolate da varie specie di uccelli acquatici e da una miriade di fenicotteri che punteggiano di rosa gli specchi d’acqua.
Siamo sull’Argine degli Angeli; la chiamano “la ciclabile più bella d’Italia”, in un abuso di superlativi molto di moda oggigiorno che, tuttavia, non rende pienamente merito alla particolarità di questa splendida via ciclopedonale.

La ciclabile
L’intera laguna di Comacchio può essere costeggiata in bici con un giro di circa 60 km, molto apprezzato dai ciclisti, soprattutto nei fine settimana.
Noi abbiamo optato per un tour più breve e rilassante, di circa 30 km, che percorre in andata e ritorno la parte più affascinante del tracciato: dapprima lungo l’argine che separa il fiume Reno dalla laguna, per poi inoltrarsi nel cuore della laguna stessa, su uno degli argini che dividono gli specchi d’acqua.
Siamo partiti dal Museo NatuRa di Sant’Alberto, nel ravennate, dove è possibile noleggiare bici ed e-bike; in alternativa, si può partire dal Lido degli Estensi o, molto facilmente, anche da Casal Borsetti.
Il tragitto da Sant’Alberto inizia con l’attraversamento del fiume Reno tramite un traghetto a corda, versione moderna dei barchini che fino al secolo scorso punteggiavano i corsi d’acqua di tutta Europa.

Si pedala quindi lungo l’argine del Reno, con una splendida vista sulla laguna. Noi l’abbiamo percorso in primavera: l’acqua era punteggiata da cavalieri d’Italia, cigni, folaghe e fenicotteri, mentre i falchi di palude volteggiavano sopra di noi.
Si raggiunge così l’Argine degli Angeli, una suggestiva strada bianca di circa 5 km che collega la stazione di pesca di Bellocchio a Volta Scirocco, sospesa tra le acque della laguna.
Infine siamo tornati indietro lungo lo stesso percorso, senza mai stancarci di questo itinerario meraviglioso.

Le Valli di Comacchio…
Le Valli di Comacchio sono un’estesa area umida salmastra situata in Emilia-Romagna, tra le province di Ferrara e Ravenna, e fanno parte del Parco del Delta del Po.
Per quanto rappresentino un ambiente naturale straordinario, sono anche il risultato di un antico disastro ecologico. La mancata gestione degli argini dei fiumi Po e Reno durante l’Alto Medioevo — non più mitigata dalle foreste padane, già disboscate dai Romani nei secoli precedenti — provocò la subsidenza di un’ampia area, che venne invasa dalle acque.
Successivi interventi, nel Cinquecento, favorirono inoltre l’ingresso di acqua marina, dando origine a grandi laghi salmastri.
L’attuale laguna di Comacchio, per quanto possa apparire vasta, è ciò che resta di un’enorme area allagata che circondava la città e che fu in gran parte bonificata negli anni Sessanta del Novecento.

…e Garibaldi
È impossibile non imbattersi, da queste parti, nelle numerose testimonianze del passaggio di Garibaldi; vale quindi la pena ricordare questo episodio della nostra storia.
Dopo aver guidato la difesa della Repubblica Romana contro le truppe francesi intenzionate a restaurare il potere del Papa, e dopo la caduta di Roma nonostante la strenua resistenza, Garibaldi fu costretto a fuggire attraverso l’Appennino centrale e la Toscana.
Nella notte tra il 2 e il 3 agosto 1849, insieme alla moglie Anita — gravemente malata di malaria — e a un piccolo gruppo di fedelissimi, sbarcò sulla costa di Comacchio.
Inseguito dagli austriaci che occupavano questi territori, trovò rifugio grazie all’aiuto della popolazione locale e dei patrioti, che organizzarono la cosiddetta “trafila”, una rete di protezione per nasconderlo e proteggerlo nelle valli.
Durante la fuga, Garibaldi e Anita trovarono riparo in vari capanni; Anita ricevette i primi soccorsi, ma non furono sufficienti: morì poco dopo, il 4 agosto.
Garibaldi fu costretto ad abbandonare la moglie e a proseguire la fuga verso Venezia, aiutato dai pescatori.

Rispondi

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.